Doriana D'Elia, è un'insegnante della provincia di Salerno, specializzata sul sostegno, in ruolo dal 2014 a Milano e poi trasferita a Potenza. Perché Milano? Nessun tentativo di ottenere scorciatoie per il ruolo, fu l'unico ente scolastico che nel 2009 diede un'interpretazione corretta delle limitazioni allo sbarramento delle graduatorie provinciali sull'analisi del suo percorso universitario. Ma è dal 2014, anno della sua immissione in ruolo, che si sente realmente precaria: di ruolo per legge, ma precaria nell'animo, a causa di un senso di immobilizzazione, dato dai diritti acquisiti col contratto a tempo indeterminato. Chi per vari motivi si ritrova una sede lavorativa fuori dalla propria provincia avrà poi le beghe di vedersi ridotte del 75% il diritto allo spostamento. La battaglia che gli insegnanti immobilizzati stanno portando avanti non è una mera rivendicazione dei singoli, ma piuttosto una lotta per il riconoscimento di diritti che sono alla base del funzionamento ottimale della scuola. Gli insegnanti precari, immobilizzati e soprattutto quelli specializzati sul sostegno hanno un ruolo fondamentale nel sistema scolastico, perché contribuiscono alla didattica, alla crescita degli alunni ed al supporto indispensabile per tate fragilità di cui sempre più si assume coscienza. La stabilità indica anche percorsi più chiari per le famiglie e per gli alunni che necessita di accompagnamento speciale e questo garantisce un pieno sviluppo delle potenzialità di tutti, a cominciare dai più fragili, che nella scuola sono non solo gli alunni e le famiglie, ma anche gli insegnanti che da anni non ottengono risposte in termini di certezza e rispetto.