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Margherita Stimolo
Fotografia di Margherita Stimolo Margherita Stimolo è una docente siciliana della provincia di Catania laureata in Scienze Biologiche in ruolo effettivo dal 2020 a Milano dopo aver sostenuto l’anno di prova a tempo determinato a Torino città scelta dopo un lungo precariato, iniziato nel 2007, in alta Valtellina esattamente a Livigno provincia di Sondrio. Insegna matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado. Sin dai suoi primi anni di insegnamento, lotta per i diritti dei docenti precari prima, abilitati e vincolati oggi. Il mondo della scuola, fin dai primi incarichi, le è apparso come un universo che invece di sostenere, proteggere e soprattutto rispettare la persona e il lavoro del docente, di fatto era ed è una realtà dove nulla è come avrebbe dovuto e deve essere. Ancora precaria, con grande impegno, consegue la seconda laurea in Scienze per la tutela dell’ambiente convinta com’è che un docente debba sempre raggiungere obiettivi personali importanti, inseguendo le proprie passioni. Da alcuni anni è presidente dell’associazione C.N.D.A. nata per la difesa dei diritti dei docenti abilitati e molto seguita sui social, e da pochissimi mesi è presidente di V.O.O.G. associazione per i diritti dei docenti vincolati.
Nel corso degli ultimi anni ha lottato strenuamente per i diritti dei docenti abilitati, dapprima per la stabilizzazione degli stessi, e poi per l’eliminazione delle quote decrescenti per i docenti presenti nelle graduatorie cosiddette GRME 2018 e in particolar modo per l’abolizione dell’intollerabile vincolo quinquennale, inserito non solo a Concorso Straordinario 2018 in corso, ma addirittura dopo le prime assunzioni del settembre dello stesso anno. Durante il 2020 ha condotto una lotta senza tregua per consentire ai docenti abilitati (GAE, GM 2016 e GRME 2018), partecipando alla Call veloce, di avere un’ulteriore chance di ottenere, dopo lunghissimi anni di precariato, l’agognato ruolo, ma non ha mai taciuto i grandi sacrifici che una scelta del genere avrebbe comportato per coloro che l’avrebbero percorsa. All’interno della sua associazione ha sempre lavorato affinché crescesse la consapevolezza che tutti i docenti, indistintamente, ma nel rispetto del percorso di ognuno, hanno diritto alla stabilizzazione e ad una condizione lavorativa che non renda l’immissione in ruolo un girone dantesco per l’inconciliabilità con le esigenze di famiglia di molti docenti non più giovanissimi.
Già a partire dall’estate del 2020 si sta spendendo per sensibilizzare le forze politiche e sindacali sull’inaccettabilità di un vincolo che preclude ai neoimmessi, provenienti da qualunque graduatoria, qualsiasi possibilità di avvicinarsi alla residenza familiare, un vincolo intollerabilmente stringente e fortemente penalizzante nei confronti della componente docente femminile o di tutti coloro che svolgono una funzione di caregiver all’interno delle proprie famiglie.
La consapevolezza che alcune battaglie sono state vinte, ma molto rimane da fare, la spinge a continuare il suo impegno per la rimodulazione di un vicolo sempre più iniquo, senza dimenticare la lotta, sempre molto sentita, per la stabilizzazione dei suoi, come li ha definiti affettuosamente “precari preistorici”.