La visione del potere in Gaetano Mosca e Guglielmo Ferrero
Fulco Lanchester
     




Aspetti del realismo politico italiano
Gaetano Mosca e Guglielmo Ferrero
Silvio Berardi , Giovanni Mario Ceci , Lorella Cedroni , Francesca Chiarotto , Laura Ciglioni , Tommaso Dell’Era , Angelo D’Orsi , Francesco Saverio Festa , Carlo Galli , Fulco Lanchester , Francesco Mancuso , Andrea Millefiorini , Anna Molnár , Carlo Mongardini , Gabriele Natalizia , Donatella Pacelli , Luciano Luigi Pellicani , Milan Podunavac , Mario Quaranta , Paola Sisto , Luca Tedesco , Nelly Valsangiacomo
Isbn 9788854859531, 2012, Aracne, 14 x 21, 564 pagine, 32 euro
Il realismo politico italiano, quello che si sviluppa tra ‘800 e ‘900, fa soprattutto riferimento agli elitisti italiani ed è ascrivibile non solo e non tanto all’ambito delle relazioni internazionali, ma anche e piuttosto a un vasto campo di analisi configurantesi propriamente come scienza politica. A voler individuare i caratteri peculiari del realismo politico italiano ci si rende immediatamente conto delle sue sfaccettature e peculiarità. Basti pensare a due autori come Gaetano Mosca (1858-1941) e Guglielmo Ferrero (1871-1942). Tra l’elitismo politico del primo e quello culturale del secondo c’è una sostanziale differenza che si esprime in una diversa visione della democrazia e del governo misto, del potere e della legittimità. Tuttavia, tra la moschiana “formula politica” e i ferreriani “geni invisibili della città” esiste un minimo comun denominatore rinvenibile in una visione condivisa del potere, la cui titolarità spetta a “una minoranza organizzata”, magari culturalmente più dotata, e in grado di guidare la “maggioranza disorganizzata”.

La visione del potere in Mosca e Ferrero
Carlo Mongardini

Paolo Armellini

Teresa Serra