Elio Lannutti
L'ADUSBEF e le battaglie per moralizzare la finanza
     
16 settembre 2015  |  Roma


Le battaglie dell'ADUSBEF a difesa dei risparmiatori italiani e l'impegno nel Governo Prodi II, i “sistemi gelatinosi” e l'“Europa dei banchieri, delle trojke, della finanza, degli egoismi”. L'analisi acuta e severa di chi, con la forza dei dati e dell'esperienza, viene da trent'anni di battaglie al fianco dei correntisti. Le denunce dei prodotti derivati sui conti pubblici, gli interessi delle banche d'affari, l'impegno ecologista condiviso con l'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio e lo scontro con gli “uomini del carbone”, e ancora la crisi della politica, la caduta del Governo Prodi II, l'ascesa del MoVimento 5 Stelle, il Governo Renzi.
Elio Lannutti, giornalista e saggista, dal 1987 è Presidente dell'Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi), da lui stesso fondata. Presidente del Comitato Emas-Ecolabel per il triennio 2006-2009. Da dicembre 2007 al 2008 è componente del comitato Fondi Dormienti delle banche. È stato Senatore per l'Italia dei Valori, eletto nel 2008 come indipendente, capolista in Veneto. Membro della 6ª Commissione permanente (Finanze e Tesoro), della Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale (Enti Gestori), della Commissione Speciale per il controllo dei prezzi, e della delegazione Nato. Si impegna, in particolare, per l'approvazione della legge che regola la class action. L'attività parlamentare di Lannutti è stata da lui stesso raccolta in saggi. Nel dicembre 2012 lascia il gruppo parlamentare dell'Idv e si iscrive al gruppo misto per la componente Unione Democratica Consumatori.
2008: l’anno che ha stravolto l’Italia
Artefici e protagonisti dell’annus horribilis che ha spinto il Paese sull’orlo del baratro
Rosa Rita Pennarola , Oliviero Beha , Luigi de Magistris , Beppe Grillo , Elio Lannutti , Alfonso Pecoraro Scanio
Isbn 9788854880801, 2014, Aracne, 14 x 21, 224 pagine, 12 euro
A gennaio 2008 l’Italia imbocca quel tunnel della recessione di cui ancora oggi, a sette anni esatti, non si vede la via d’uscita. Migliaia di imprese sono state spazzate via come se a soffiare sul Paese fosse il vento di una guerra, centinaia di vite umane sono andate perse, ma ad essere smarrita è stata prima di tutto la solidarietà, un sentimento cancellato dal brutale istinto a sopravvivere che ha preso il posto dell’amicizia e dell’amore, mentre tutto rovinava intorno, nelle famiglie, nelle fabbriche, nelle città. Nel gennaio 2015, mentre contiamo ancora le macerie, è arrivato il momento di comprendere fino in fondo le ragioni di quello che ci è accaduto. Ci sono stati artefici consapevoli a spingere l’Italia nel baratro della crisi economica più profonda dal dopoguerra? E quali epurazioni è stato necessario mettere a segno per portare a compimento un simile, scellerato disegno? Il libro offre una serie di documentate risposte a questi e analoghi interrogativi, aprendo scenari originali su fattori e artefici della crisi ed identificando quei protagonisti che dovevano uscire di scena affinché tutto si compisse.