Convegno
L’opera lirica: la macchina della visione
Allestimento scenico, maestranze e costruzione dello spazio teatrale
lunedì 18 maggio 2026, ore 10:30 - 12:00
Aula Teatro Palazzo Tiravanti
Accademia di Belle Arti Frosinone
viale Mazzini, 12
03100 Frosinone
POLIMNIA – OPERA PER TUTTI
Quarta Lectio Magistralis | Andrea MIGLIO – L’opera lirica come costruzione della visione scenica
ACCADEMIA DI BELLE ARTI FROSINONE 18 maggio 2026, ore 10:30

Polimnia – Opera per tutti
è un progetto finanziato nell’ambito del PNRR – NextGenerationEU che riunisce alcune delle principali istituzioni musicali e accademiche italiane con un obiettivo preciso: costruire un nuovo modello italiano di Community Opera. L’opera lirica — patrimonio fondante della cultura italiana — viene troppo spesso percepita come un repertorio distante, elitario, appartenente a un’altra epoca. Polimnia vuole ribaltare questa percezione, rendendo l’opera accessibile, partecipata, radicata nelle comunità, aperta a nuovi pubblici e nuove professionalità.
In questo quadro si inseriscono le Lectio Magistralis: incontri con i grandi protagonisti del mondo operistico, pensati non come conferenze formali ma come momenti vivi di trasmissione del sapere, capaci di parlare agli studenti e al territorio.
Il Responsabile Scientifico del progetto è il Prof. Umberto DI NINO, che ha ideato e coordina l’intero percorso, portando all’interno dell’Accademia maestri di eccellenza internazionale per un dialogo diretto con gli studenti e con il pubblico.

Chi è Andrea MIGLIO
Se il melodramma è, come emerso lungo il percorso del progetto Polimnia, una “musica da vedere”, è nel momento dell’allestimento scenico che questa visione prende forma concreta e si manifesta al pubblico.
Vice Direttore dell’Allestimento Scenico presso il Teatro dell’Opera di Roma, Andrea MIGLIO è una figura di riferimento nel panorama della produzione teatrale e operistica, con una lunga esperienza nella gestione tecnica e artistica di spettacoli lirici, balletti e produzioni sinfoniche.
Diplomato in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e formatosi al Teatro alla Scala di Milano, ha sviluppato una carriera che coniuga progettazione scenica, organizzazione produttiva e coordinamento delle maestranze teatrali.
Dal 1997 al 2014 ha ricoperto il ruolo di Deputy Technical Director presso il Teatro dell’Opera di Roma, occupandosi dell’analisi delle produzioni, della verifica dei progetti scenici, della gestione dei reparti tecnici e della pianificazione produttiva. Ha coordinato team multidisciplinari, supervisionando l’intero processo di realizzazione degli allestimenti, dalla progettazione alla messa in scena, inclusi aspetti economici, logistici e organizzativi.
Parallelamente, ha svolto attività come scenografo e progettista, firmando allestimenti per produzioni operistiche e teatrali in contesti internazionali, tra cui Hong Kong, Seoul, Taiwan e numerosi teatri europei. Ha lavorato su titoli del grande repertorio – da Aida a Turandot, da Otello a Rigoletto – collaborando con istituzioni e festival di rilievo.
Nel suo ruolo attuale al Teatro dell’Opera di Roma, coordina tutte le fasi dell’allestimento scenico, dirigendo le maestranze e garantendo la realizzazione tecnica e artistica degli spettacoli. La sua attività si distingue per la capacità di integrare visione artistica, competenze tecniche e organizzative, contribuendo in modo determinante alla trasformazione della musica in evento scenico.

La Lectio
La lectio magistralis di Andrea MIGLIO, Vicedirettore dell’Allestimento Scenico del Teatro dell’Opera di Roma, si inserisce con piena coerenza nel solco tracciato dagli incontri precedenti — da Stefano Vizioli a Ferdinand Wögerbauer, da Scarton fino alla straordinaria giornata dedicata al linguaggio dei segni — confermando il format che ha caratterizzato l’intero progetto: un talk in dialogo con il professor Umberto DI NINO, capace di far emergere con naturalezza e profondità le competenze di ciascun ospite attraverso un confronto serrato, generoso e capace di tenere viva l’attenzione dei presenti dall’inizio alla fine.
Come nei precedenti appuntamenti, anche questa lectio non sarà una lezione frontale, ma una conversazione viva, scandita da immagini, filmati e una timeline di produzioni operistiche e coreografiche, attraverso cui Miglio traccerà un excursus sulla scenografia e sull’allestimento, portando la propria esperienza diretta al cuore del discorso.
Al centro dell’incontro, la domanda che attraversa l’intero progetto Polimnia: come si trasforma la musica in esperienza visiva e condivisa? Come la partitura, la parola e l’idea registica diventano spazio, materia e azione scenica?
L’opera lirica nasce da una trama articolata di competenze e relazioni: dalla partitura musicale al lavoro del regista, del direttore d’orchestra, dello scenografo e del costumista. Ma è solo attraverso il contributo delle maestranze teatrali che questo patrimonio immateriale diventa esperienza visibile. All’interno di un’istituzione come il Teatro dell’Opera di Roma, un sistema altamente specializzato di professionalità — disegnatori tecnici, falegnami, costruttori, fabbri, pittori di scena, sartorie teatrali, tecnici delle luci, macchinisti — lavora in modo coordinato per dare corpo all’immaginazione artistica. Fondali dipinti, strutture sceniche, macchine teatrali e dispositivi luminosi concorrono alla costruzione di un organismo complesso e dinamico, capace di trasformarsi in relazione al tempo musicale e allo sviluppo drammaturgico.
In questo contesto, la Direzione dell’Allestimento Scenico assume un ruolo assimilabile a quello di un direttore d’orchestra della dimensione visiva e tecnica dello spettacolo: coordina e armonizza le diverse componenti del processo produttivo, supervisionando la realizzazione degli elementi scenici, la gestione dei tempi, delle risorse e dei costi, fino alla concreta messa in scena. È una figura che tiene insieme tutto — e che Miglio, sollecitato dalla conversazione con Di Nino, illuminerà nella sua complessità e nella sua passione quotidiana.
Perché ciò che questa lectio si propone di restituire è proprio l’energia e la natura profondamente collegiale del lavoro nel melodramma: dall’autore al musicista, dal regista allo scenografo, dal light designer ai cantanti, dal coro agli artigiani, fino a ogni tecnico e addetto che ogni sera contribuisce, nell’invisibilità dei propri compiti, alla riuscita dello spettacolo. Senza questo sistema di competenze, senza la precisione e la dedizione delle maestranze, la scena resterebbe immobile, priva di vita e di trasformazione.
Particolare attenzione sarà dedicata al momento della rappresentazione — quando il lavoro invisibile diventa visibile: i cambi scena, i movimenti sincronizzati, le trasformazioni dello spazio che accompagnano la musica e rendono possibile l’esperienza teatrale. È in questo passaggio che l’opera si compie pienamente, restituendo al pubblico la visione immaginata dal compositore, dal regista e da tutti gli artisti coinvolti.
Con questo incontro, il progetto Polimnia – Opera per tutti compie un ulteriore passo nel suo percorso: dal melodramma come linguaggio contemporaneo alla sua concreta realizzazione scenica, il teatro musicale emerge sempre più chiaramente come un’arte profondamente collettiva, in cui la collaborazione tra saperi artistici e tecnici rende possibile qualcosa di unico — la trasformazione della musica in vita, sulla scena e davanti agli occhi di tutti.


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